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Lonza vs Filetto di Maiale: differenze, taglio e cottura

Differenza tra lonza e filetto di maiale: dove si trovano, quale è più tenero, quando scegliere l’uno o l’altro.

Quando si parla di carne di maiale, uno dei confronti più frequenti riguarda la differenza tra lonza e filetto di maiale. È un dubbio che nasce sia tra i consumatori sia tra chi cucina abitualmente, perché entrambi sono tagli magri, dal colore chiaro e spesso utilizzati per arrosti, fettine o cotture rapide. In realtà, lonza e filetto non sono affatto la stessa cosa e trattarli come equivalenti porta spesso a errori di scelta e, soprattutto, di cottura. Approfondiamo quindi le loro differenze per migliorare il risultato finale nel piatto e valorizzare questo tipo di carne.

 

Indice dell’articolo

  1. Lonza e filetto sono la stessa cosa?
  2. Qual è la differenza tra lonza e filetto di maiale
  3. Lonza di maiale: che parte è e dove si trova
  4. Filetto di maiale: che parte è e dove si trova
  5. Lonza o filetto: qual è più tenero
  6. Quale dei due scegliere in cucina
  7. Cottura della lonza di maiale
  8. Cottura del filetto di maiale

 

Lonza e filetto sono la stessa cosa?

Una delle domande più cercate online è se lonza e filetto di maiale sono la stessa cosa. La risposta è no, e chiarirlo è fondamentale per evitare errori sia in fase di acquisto sia durante la cottura. La confusione nasce dal fatto che entrambi i tagli sono magri e dal colore simile, ma in realtà appartengono a muscoli diversi con funzioni completamente differenti.

La lonza è un muscolo di sostegno, più grande, più compatto e meno tollerante agli errori di cottura. Il filetto è un muscolo interno, piccolo, estremamente tenero e più facile da gestire. Trattare una lonza come se fosse un filetto, ad esempio cuocendola rapidamente senza controllo della temperatura, porta quasi sempre a un risultato deludente. Allo stesso modo, cuocere un filetto troppo a lungo “per sicurezza” significa privarlo della sua naturale morbidezza.

Capire che lonza e filetto non sono la stessa cosa significa anche fare una scelta più consapevole in macelleria. Chi cerca praticità e tenerezza immediata troverà nel filetto il taglio ideale. Chi invece ha bisogno di un taglio più grande, più economico e versatile, potrà scegliere la lonza, a patto di rispettarne le esigenze in cottura.

 

Qual è la differenza tra lonza e filetto di maiale

La differenza tra lonza e filetto di maiale è prima di tutto anatomica, ma ha conseguenze dirette sulla tenerezza, sulla resa in cottura e sugli utilizzi in cucina. La lonza fa parte del cosiddetto lombo o lombata, una lunga fascia muscolare che corre lungo la schiena del suino. È un muscolo che lavora, sostiene la struttura dell’animale e per questo sviluppa fibre più compatte. Il filetto, al contrario, è un muscolo interno, posizionato sotto la lombata, che non ha funzione di sostegno e resta quasi inattivo per tutta la vita del maiale.

Questa diversa funzione muscolare spiega perché il filetto sia naturalmente più tenero rispetto alla lonza. Quando si parla di tenerezza della carne di maiale, il filetto rappresenta lo standard più elevato, mentre la lonza richiede maggiore attenzione. La lonza, infatti, è una carne che può risultare eccellente se cotta correttamente, ma che diventa facilmente asciutta se si superano i tempi o le temperature ideali. Il filetto, invece, è più tollerante e mantiene una buona morbidezza anche con cotture rapide o leggermente spinte.

Dal punto di vista culinario, questa differenza si traduce in scelte precise. Chi cerca una carne estremamente morbida, magari per una cottura veloce in padella o per un arrosto piccolo e raffinato, tende a preferire il filetto. Chi invece ha bisogno di un taglio più grande, più economico e adatto a preparazioni per più persone, sceglie la lonza, consapevole che dovrà prestare maggiore attenzione alla cottura. Capire questa distinzione è il primo passo per evitare errori comuni e valorizzare davvero la carne di maiale.

 

Lonza di maiale: che parte è e dove si trova

Come già accennato in precedenza, la lonza è il muscolo dorsale, ovvero del lombo, privato dell’osso. È una zona che si estende lungo tutta la schiena dell’animale e che, una volta disossata, viene venduta come lonza o lombata disossata. In alcuni contesti si parla anche di carré o di arista disossata, termini che indicano variazioni dello stesso taglio.

Dal punto di vista strutturale, la lonza è una carne molto magra, con una marezzatura quasi assente. Questo significa che contiene pochi grassi interni e che la sua succosità dipende in gran parte dalla tecnica di cottura. È proprio per questo motivo che la lonza è spesso considerata una carne “difficile”: non perdona errori, soprattutto quando viene cotta troppo a lungo o con temperature troppo aggressive. Tuttavia, se trattata correttamente, può dare risultati eccellenti, soprattutto al forno o in cotture dolci e controllate.

In cucina, la lonza viene utilizzata per arrosti, fettine sottili, lonza al forno o preparazioni a bassa temperatura. È un taglio molto apprezzato anche in ambito professionale perché consente di ottenere porzioni regolari e una buona resa economica. Capire dove si trova la lonza di maiale e quali sono le sue caratteristiche aiuta a scegliere il metodo di cottura più adatto e a evitare il classico risultato asciutto che spesso le viene attribuito ingiustamente.

 

Filetto di maiale: che parte è e dove si trova

filetto di maiale è universalmente riconosciuto come il taglio più tenero dell’intero animale. Il filetto di maiale è un muscolo interno, lungo e affusolato, che si trova sotto la lombata, aderente alla colonna vertebrale. È una parte poco visibile durante il sezionamento iniziale della carcassa e proprio per questo viene spesso percepita come un taglio “speciale”.

La caratteristica principale del filetto è la sua inattività muscolare. Non essendo coinvolto nei movimenti principali del maiale, sviluppa fibre sottilissime e una struttura estremamente morbida. Questo lo rende ideale per chi cerca una carne di maiale particolarmente tenera, anche senza lunghe marinature o tecniche complesse. Il filetto è quasi privo di nervi e tessuto connettivo, e questo spiega perché risulti così gradevole al morso.

Dal punto di vista culinario, il filetto è molto versatile. Può essere cotto intero al forno, tagliato a medaglioni e rosolato in padella, oppure utilizzato in preparazioni più raffinate. È importante però ricordare che il filetto è un taglio piccolo, con un peso limitato, e che proprio per questo ha un costo al kg più elevato rispetto alla lonza. Comprendere dove si trova il filetto di maiale e quali sono le sue caratteristiche permette di sfruttarlo al meglio senza sprechi e senza aspettative sbagliate.

 

Qual è più tenero: lonza o filetto

Alla domanda qual è più tenero, lonza o filetto, la risposta è chiara e non lascia spazio a interpretazioni: Il filetto di maiale è il taglio più tenero in assoluto. Questa caratteristica non dipende dalla qualità dell’animale o dalla frollatura, ma dalla natura stessa del muscolo. Il filetto, essendo poco utilizzato, sviluppa fibre sottilissime che rimangono morbide anche dopo la cottura.

La lonza, invece, può essere tenera solo se viene cotta nel modo corretto. Questo significa rispettare i tempi, controllare la temperatura interna e, in molti casi, utilizzare una marinatura che aiuti a preservare l’umidità della carne. Quando questi accorgimenti vengono rispettati, la lonza può risultare piacevolmente morbida, ma resta comunque meno tenera rispetto al filetto.

Questa differenza è importante soprattutto quando si sceglie il taglio per un arrosto o per una preparazione destinata a persone con gusti diversi. Il filetto garantisce una tenerezza costante, mentre la lonza richiede maggiore competenza. Sapere quale dei due è più tenero aiuta a fare una scelta consapevole e a ottenere un risultato coerente con le aspettative.

 

Lonza o filetto: quale scegliere in cucina

La scelta tra lonza o filetto dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di preparazione, il numero di commensali e il tempo a disposizione. Il filetto è ideale per chi cerca una carne tenera, raffinata e veloce da cucinare. È perfetto per cotture rapide in padella, per arrosti piccoli o per preparazioni in cui la morbidezza è la priorità assoluta.

La lonza, invece, è più adatta a preparazioni per più persone, come arrosti importanti o fettine. È un taglio più economico, più grande e più versatile, ma richiede maggiore attenzione. In particolare, la cottura della lonza di maiale deve essere sempre controllata per evitare che la carne si asciughi. Con la giusta tecnica, però, la lonza può offrire ottimi risultati anche dal punto di vista della succosità.

Scegliere tra lonza e filetto non significa stabilire quale sia migliore in assoluto, ma capire quale sia più adatto alla preparazione che si ha in mente. È questa consapevolezza che distingue una scelta casuale da una scelta davvero professionale.

Cottura della lonza di maiale: tempi e temperature

La cottura della lonza di maiale al forno è uno degli aspetti più delicati di questo taglio. Trattandosi di una carne magra, è fondamentale non superare i tempi e le temperature consigliate. In media, la cottura della lonza di maiale al forno richiede circa 60–70 minuti per kg a una temperatura compresa tra 170 e 180°C. Tuttavia, il dato più importante non è il tempo, ma la temperatura interna.

La temperatura interna della lonza di maiale ideale si colloca tra i 63 e i 65°C, con un massimo di 68°C. Superare questa soglia significa perdere gran parte dei succhi e ottenere una carne asciutta. Per questo motivo è sempre consigliabile utilizzare un termometro da cucina e non affidarsi esclusivamente ai tempi indicativi. Una breve rosolatura iniziale può aiutare a migliorare il sapore e l’aspetto finale, ma non deve mai sostituire il controllo della temperatura interna.

 

Cottura del filetto di maiale: tempi e temperatura interna

La cottura perfetta del filetto di maiale è più semplice rispetto a quella della lonza, ma richiede comunque attenzione. Un filetto intero cuoce in forno in circa 25–30 minuti, a seconda dello spessore. Anche in questo caso, la chiave del successo è la temperatura interna, che dovrebbe attestarsi intorno ai 60–62°C, con un massimo di 65°C.

Il filetto, grazie alla sua struttura, resta tenero anche con cotture rapide, ma è importante non eccedere per non perdere la sua naturale morbidezza. Dopo la cottura, un breve periodo di riposo consente ai succhi di redistribuirsi e migliora ulteriormente la consistenza della carne. Rispettare questi parametri permette di ottenere una cottura del filetto di maiale davvero perfetta.

 

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